IL PONTE SULLA DRINA, di Ivo Andrić

IL PONTE SULLA DRINA, di Ivo Andrić

Un’immagine trasmessa in tv che mostrava un’interminabile fila di profughi fermi su un ponte mi ha fatto tornare in mente una lettura di molti anni fa, perfetta, oggi come ieri, per riflettere sul fatto che tanto è lunga e laboriosa la costruzione di un legame, tanto è facile da distruggere; protagonista del libro di Andric, infatti, è un ponte, che ancora oggi si trova sulle due sponde del fiume Drina.

La narrazione parte dalla costruzione del ponte nel secolo XVI, sotto l’Impero Ottomano, e arriva fino alla sua distruzione durante la Prima Guerra Mondiale: la storia si sviluppa attraverso i racconti che riguardano gli abitanti della cittadina di Visegrad, al confine tra Bosnia e Serbia e permette all’autore di raccontare 400 anni di storia della Bosnia e dell’Europa orientale.

Il ponte è visto dall’autore come il simbolo di unione tra culture, popoli ed epoche ma diviene anche emblema di fragilità, nel suo starsene così sospeso in balia degli elementi e delle volontà umane.

La narrazione procede lenta e maestosa, come il fiume che scorre sotto le arcate del vecchio ponte, quasi indifferente al trascorrere del tempo e allo sviluppo della storia, assumendo ora il tono solenne dell’epica, ora il taglio analitico del romanzo storico, ora l’avvincente emozione del romanzo corale.

Un lettura appassionante e impossibile da dimenticare, che forse proprio in questi giorni andrebbe fortemente consigliata.

 

Recensione di Valentina Leoni Presente anche in Un Libro in un Tweet IL PONTE SULLA DRINA Ivo Andrić  

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