ISTITUTO DI BELLA MORTE – David Ely

Istituto di bella morte, di David Ely (Cliquot)

Questo libro non è certo un giovincello. Uscito nel 1964 ispirò un classicone con rock Hudson, Seconds e poi cadde nell’oblio. Da pochi anni è stato riscoperto in patria e ora la casa editrice Cliquot ha avuto il merito di averlo portato all’attenzione dei lettori italiani.

Impossibile non impazzire per la copertina e per il segnalibro abbinato che trovo assolutamente meravigliosi.

La storia affronta un tema caro e classico della letteratura:la volontà di fuggire dalla propria vita e costruirne un’altra altrove all’insaputa di tutti.

In fondo chi di noi non ha fantasticato su una nuova esistenza leggendo Il Fu Mattia Pascal?

Anni fa mi capitò di leggere su un giornale newyorkese che dopo l’11 settembre, alcuni dispersi nelle Torri Gemelle avevano colto la palla al balzo ed erano fuggiti all’estero per iniziare una nuova esistenza. Evidentemente questo desiderio di stravolgere la vita, di ricominciare da capo con un nuovo nome, un nuovo mestiere e un nuovo amore è profondamente insito nell’animo umano spesso insoddisfatto.

L’istituto di bella morte ci racconta esattamente questo. Un uomo benestante di mezza età si affida ad una strana associazione che , in cambio di cospicue somme di denaro, inventa una nuova vita ai propri clienti, inscenandone la morte, ridandogli chirurgicamente un nuovo aspetto e creando un nuovo passato credibile. La storia procede seguendo la trasformazione e la nuova vita del signor Wilson in un crescendo di situazioni al limite del surreale. Definirlo e catalogarlo in un solo genere letterario è assolutamente impossibile perché contiene on sé l’anima noir ma strizza l’occhio alla favola nera, passando per il grottesco.

Ciò che si può trarre come insegnamento, e che forse è quello che sta a cuore all’autore, è la consapevolezza, alla fine della lettura, che ogni essere umano ha una sua personalità ben precisa. L’insofferenza e l’insoddisfazione per una vita che ci ha ingabbiato in lavori sbagliati, matrimoni fallimentari e figli non voluti non sparisce di un tratto se si riparte da zero e si abbandona tutto. La nostra esistenza resta sempre il frutto del nostro carattere e delle nostre scelte e non bastano tutti i cambiamenti esteriori del mondo per renderci migliori di quello che siamo.

Recensione di Annachiara Falchetti

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