PRIMO AMORE E ALTRI AFFANNI, di Harold Brodkey

Harold Brodkey, Primo amore ed altri affanni, Fandango editore, traduzione di Grazia Rattazzi Gambelli e Sandro Veronesi, 2022

Fandango riedita (la prima volta fu nel 2011) questa raccolta di racconti di colui che Harold Bloom, forse il più famoso critico letterario americano, definì “il Proust d’America”. Forse poco conosciuto in Italia (cosa strana perchè visse gli ultimi anni della sua vita nel nostro Paese e qui morì sessantacinquenne nel 1996) ma in patria era uno degli scrittori di racconti più celebrati e a pubblicarli era il prestigiosissimo New Yorker.

Questa è la sua raccolta più celebre e protagonista, come da titolo, è l’amore, non solo quello di coppia ma familiare, genitoriale e amicale. Racconti nei quali non avviene nulla di particolarmente straordinario: è la semplice vita quotidiana che viene analizzata e scandagliata con grande finezza psicologica.

“[…] Voleva soltanto che questo giorno continuasse sempre e per sempre, senza finire mai, con tutte le sue gioie intatte, e nessuno cambiasse e niente di nuovo accedesse, proprio queste cose in un ripetersi e ripetersi senza fine. Perché, come potevi sapere se la felicità sarebbe tornata? E se fosse tornata, sarebbe stata bella come questa? Laura sospirò e si asciugò gli occhi furtivamente. Il guaio della felicità è che ti fa paura”.

Chissà se fu davvero il Proust d’America, ma Brodkey sapeva scrivere racconti come pochi.

Recensione di Moreno Migliorati

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