UN AMICO DI KAFKA, di Isaac Bashevis Singer

UN AMICO DI KAFKA, di Isaac Bashevis Singer (Adelphi – maggio 2022)

Questo libro, pubblicato nel 1974, è una raccolta di racconti molto interessanti e scritti in modo mirabile, l’autore, come al solito non declama massime o non presume di essere in possesso di alcuna verità, ma si limita a guardare con occhio ironico e a raccontare, attraverso la voce di un giovane scrittore, la vita delle comunità ebraiche in terra polacca e a New York nella prima metà del secolo scorso.

I protagonisti dei vari racconti sono tipi strani, bizzarri, a volte divertenti, altre patetici ma sempre autentici; ne scaturisce la descrizione un po’ ironica dalla vista quotidiana, delle tradizioni , dei riti delle comunità ebraiche, tutti i racconti sono pervasi da una profonda spiritualità.

L’autore guarda con spirito critico ad alcuni aspetti della religiosità ed accosta talune superstizioni, certi atteggiamenti, credenze, usi a quelli tipici delle altre comunità pagane. In taluni racconti si descrive il ricorso a fenomeni soprannaturali, a rituali contro il malocchio, per allontanare spiritelli e folletti cui certi personaggi si credono ostaggio. Ciò che però si evidenzia è soprattutto il travagliato rapporto tra l’autore e la religione, la sua insofferenza agli obblighi

imposti, alle regole spesso incomprensibili, egli si chiede con profonda amarezza come sia possibile “credere” dinanzi alle ingiustizie del mondo e alla catastrofe della seconda guerra mondiale. Un altro tema frequente nei racconti è quello di coppia, il rapporto tra marito e moglie è improntato alla difficoltà di comunicazione e condivisione, la coppia sembra funzionare quando ciascuno si occupa dei propri compiti rispettando lo spazio dell’altro.

Recensione di Patrizia Franchina

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