FOSSA DELLE MARIANNE – Jasmin Schreiber

FOSSA DELLE MARIANNE – Jasmin Schreiber (Alphabeta – ottobre 2024)

La cosa forse peggiore della morte è che lascia le persone sole. Sole con i propri ricordi, sentimenti e pensieri. Alcuni ritrovano rapidamente la strada del ritorno alla vita precedente, altri lentamente e altri ancora non la ritrovano più. Come si intraprende questo percorso dalle profondità del dolore alla vita? Come si elabora un lutto?

La narratrice in prima persona e biologa marina Paula accompagna il lettore alla ricerca della risposta. Dopo l’incidente mortale in piscina del fratellino Tim, Paula cade in una buca profonda. Il dolore e l’amore sono entrambi grandi quanto la fossa delle Marianne.

Passo dopo passo, metro dopo metro, lotta per uscire dagli abissi. I titoli dei capitoli, con la profondità sotto il livello del mare, indicano lo stato emotivo di Paula. All’inizio del romanzo c’è panico e terrore: a 11.000 metri di profondità. Poi, nonostante qualche intoppo, si prosegue costantemente verso l’alto fino a raggiungere 0 metri e quindi la superficie. Come avviene questo?

Per Jasmin Schreiber, il ritorno in superficie è in gran parte descritto come un viaggio verso le montagne del Sud Tirolo. Un percorso che Paula intraprende insieme al vedovo Helmut, incontrato durante un’irruzione notturna nel cimitero. Anche lui è in lutto. Ha perduto sua moglie, e ora vuole riportarne le ceneri nella casa di famiglia e sarà proprio lui ad aiutare Paula a uscire dalle profondità del suo dolore. Nonostante gli argomenti, il romanzo (una vera e propria road story) è scritto in maniera divertente e divertita e si legge molto volentieri. Non è spoiler se si afferma che la tesi centrale del romanzo è che si può emergere dagli abissi del dolore. Questo, se continuiamo ad amare i nostri morti, ma anche la vita che abbiamo ancora davanti.

Recensione di Moreno Migliorati

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