I PIPISTRELLI – Inès Cagnati

I PIPISTRELLI, di Inès Cagnati (Adelphi – ottobre 2024)

Chi ha letto e apprezzato gli altri due libri di Inès Cagnati tradotti in italiano (Gènie la matta e Giorno di vacanza) non si lasci sfuggire quest’ultima uscita, questa volta sotto forma di racconti.

La scrittrice francese unisce in essi la descrizione degli abissi più profondi dei suoi personaggi, angoscia, miseria, rifiuto e solitudine, con la ricchezza della natura, delle forme, dei colori, degli odori, una vera e propria esplosione di bellezza umile o rigogliosa, avvertita prima di tutto dai bambini, ma a cui non si sottraggono neppure gli adulti

A questo sentimento d’amore per i fiori, a ciascuno dei quali viene dato un nome, per l’acqua che lava e fa luce, per la terra che nutre, fa da contrappunto l’orrore più insopportabile e risveglia una speranza straziante, con l’impressione che, forse, la felicità non è impossibile.

Un libro che lascia la mente e il cuore pieni, contemporaneamente, di profonda gioia e tristezza, con il desiderio di abbracciare tutti i personaggi: il padre laborioso, ma con le sue idee molto limitate e che sa così bene cantare arie d’opera; la madre anaffettiva, con i suoi silenzi eloquenti e con la sua tenerezza di fondo che a volte viene espressa; le sorelle gelose l’una dell’altra, ma alla fine solidali tra di loro; il piccolo straniero la cui partenza rivela i tesori dell’amicizia; infine i nonni, e la loro gioia distrutta. La prosa di Inès Cagnati sa scavare a fondo come poche.

Recensione di Moreno Migliorati

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