L’ANTIDOTO, di Karen Russell (SUR – ottobre 2025)

Un affresco storico e al contempo una storia corale che rapisce il lettore sin dalle prime pagine e non svela la sua complessità sino all’ultimo.
Ambientato nel 1935 in Nebraska a cavallo tra due fenomeni atmosferici estremi che hanno realmente colpito quei territori generando morte, distruzione e carestia.
Una storia che nasce dall’urgenza di testimoniare una delle tante pagine di orrrore americane: la distruzione sistematica dei nativi. La Russell non si limita a documentare uno sterminio raccapricciante e legalizzato ma crea un meraviglioso racconto che intreccia realtà e fantasia, storia e mito, dando vita a personaggi che difficilmente potranno essere dimenticati.
L’incredibile epopea degli immigrati polacchi chiamati a colonizzare i territori dei nativi appare oggi più sinistra che mai e credo che non occorrano ulteriori specifiche.
“Ogni bisonte morto e’ un indiano in meno”
“Allora io e Ania capimmo chiaramente che gli indiani che vivevano accanto a noi erano tenuti prigionieri nella loro terra natale. Quello che era successo ai polacchi che i in Germania stava succedendo anche qui, e nessun colono alzava un dito per impedirlo.”
“Sono un cattolico che si è trasferito in Nebraska per vivere secondo gli insegnamenti di Cristo. Ama il prossimo tiro come te stesso. Dagli anche la camicia che hai addosso. Agli indiani abbiamo tolto tutto. Persino i loro figli.”
Su tutte queste vite si staglia la figura dell’Antidoto, una giovane donna cui è stato strappato un bimbo dalle suore in una Casa di redenzione quando aveva solo quindici anni che, crescendo scopre il potere di rinchiudere in se’ tutti i segreti indesiderati che le persone disperate le raccontano.
“Ci trattavano come malate in preda a una vergogna segreta, copri che avevano patito più peccati di quanti non ne avessero commessi, anime bisognose di redenzione.[..]. Ma troppe delle mie amiche alla Casa rinunciarono ai loro figli perché costrette a farlo. Se non hai il potere di dire no, il tuo sì non ha alcun significato.”
Anche in questo caso la Russell parte da una lunga ricerca storica su questi luoghi infami che ospitavano ragazze madri e neonati per denunciare l’ennesima pratica vergognosa ancora in uso fino agli anni Cinquanta.
L’antidoto è un romanzo ambizioso, sorprendente e richiama una lunga tradizione di romanzo di avventura americano.
Nei racconti delle protagonisti più giovani arrivano eco di Stephen King nella sua produzione migliore, quella degli anni di Stand by me.
Quello che alla fine resta potente e chiaro dopo la lettura è la speranza che , seppur gli commessi sono tanti e terribili forse, in qualche modo, in qualche caso, è possibile tentare di cambiare il futuro visto che non ci è permesso cancellare il passato.
Se affrontiamo le ingiustizie che chi ci ha preceduto su questa Terra ha perpetrato e ce ne prendiamo il peso sulle spalle, riconoscendoci una responsabilità, forse non tutto è perduto.
“I contadini hanno arato troppo la terra e l’hanno esposta al vento. Ma sono stati i mercati che ci hanno spinto a farlo. [..] Avidità, paura e debiti. Ignoranza della scienza.”
“Di che colore sarebbe il cielo oggi, se il nostro governo avesse rispettato i diritti sanciti dai trattati, invece di consegnare ai nostri genitori questa – terra indiana libera-?”
Recensione di Annachiara Falchetti

Commenti