Lin hsin-Hui, Intimità senza contatto, ADD Editore, 2025
Il primo romanzo dell’autrice taiwanese segue una donna la cui generazione è la prima a sperimentare una “società senza contatto”. Sotto il mandato di un governo centralizzato basato sull’intelligenza artificiale, alla protagonista viene insegnato a evitare ogni contatto fisico: il contatto porta alla contaminazione emotiva, e la contaminazione emotiva si traduce in sofferenza umana.
La madre della protagonista, appartenente all’ultima generazione a sperimentare pienamente il contatto, è tormentata dai sensi di colpa dopo aver “contaminato” e ucciso il marito immunodepresso. Dopo che il governo ha dichiarato illegale il contatto umano, si allontana dalla figlia, che fatica a comprendere il divario tra loro. Sebbene la protagonista ricordi questi momenti come alienanti, il lettore apprende che le motivazioni della madre sono protettive. Non volendo che la figlia provi un tumulto emotivo, la madre spinge la protagonista ad abbracciare un futuro senza contatto. Attraverso questa relazione madre-figlia, Lin ci costringe ad affrontare un dilemma fin troppo umano: nel tentativo di proteggere i nostri cari dal dolore, stiamo infliggendo loro ancora più sofferenza?
Questo rapporto madre-figlia si distingue come uno dei fili conduttori del romanzo.
Ma il romanzo esplora soprattutto la fusione tra uomo e macchina. Nel futuro di Lin, gli umani possono impegnarsi in un’intimità “sicura” basata sul contatto fisico partecipando a una sorta di programma di accoppiamento uomo-macchina. In questo programma, gli umani vengono privati dei loro corpi originali e accoppiati a partner androidi specializzati. Questi androidi, incaricati di sintonizzarsi perfettamente con i loro umani, sottopongono i loro partner a esercizi quotidiani per migliorare il loro tasso di sincronizzazione. Nel corso del romanzo, la protagonista sperimenta un legame sempre più profondo con il suo partner, il cui tocco eccita il suo nuovo corpo. Ma la sincronizzazione ha un prezzo. In un capitolo sorprendente, Lin ci offre la prospettiva del partner androide, rivelando gli squilibri di potere che minacciano la capacità di azione della protagonista. Minacciata dalla perdita della sua identità, la protagonista deve infine decidere se la sua appagante collaborazione valga la rinuncia alla sua autonomia.
Oltre alle sue concezioni futuristiche, l’autrice taiwanese popola il suo mondo di dettagli che risultano stranamente familiari al lettore di oggi. La protagonista cresce frequentando lezioni virtuali, partecipando a discussioni online usando un avatar a forma di coniglietto rosa. Vive il mondo attraverso esperienze di realtà virtuale, arrivando persino ad appuntamenti virtuali in riva a un mare artificiale. Nel frattempo, i droni sorvegliano le strade cittadine, distruggendo gli edifici dove si radunano i dissidenti. E i dissidenti in questione – fermamente contrari a un futuro senza contatto – non sono altro che i sostenitori dello slogan “Abbracci Gratis”.
Un ottimo romanzo di esordio che non ci proietta in chissà quale futuro, ma prima di tutto nel nostro presente
Recensione di Moreno Migliorati

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