IL GIUNCO MORMORANTE – Nina Berberova (Adelphi)

IL GIUNCO MORMORANTE – Nina Berberova (Adelphi)

Il giunco mormorante è un libricino della scrittrice russa Nina Berberova che si legge in una serata e resta nel cuore per sempre. Pur avendo solo 79 pagine, dopo poche righe mi ha letteralmente conquistato, soprattutto per merito dello stile meraviglioso dell’autrice che riesce a trasmettere emozioni intense con una prosa semplice e fluente. Degne di apprezzamento sono anche le sue descrizioni, grazie alle quali il lettore non fatica a profilare con la mente i dettagli di volti e paesaggi.

Il racconto ha per oggetto un amore inestricabile, ma si tratta anche e soprattutto di una storia di coraggio e rispetto nei confronti della propria dignità.

Durante la seconda guerra mondiale a Parigi due amanti si separano. Da una parte lui, Ejnar, che parte per Stoccolma e lì volta pagina sposando una svedese astuta e incline a manovrarlo come fosse una marionetta. Dall’altra lei, la protagonista, una donna con il cuore infranto che non riesce a lenire le ferite nell’anima dovute a quell’amore ingrato e malato. Uno scherno, un castigo, un cinico omaggio con cui la vita costringe ogni essere dotato di sentimenti a scoprire che l’amore è una fiamma tanto luminosa quanto pericolosa, in grado di accendere la passione o di ridurre in cenere ogni cosa.

Dopo l’addio lei continua a scrivergli, ma la moglie di Ejnar fa in modo che l’uomo non riceva mai quelle lettere. Eppure in seguito, a dispetto di qualunque logica predizione, fa in modo che i due vecchi amanti si incontrino a Stoccolma e per una seconda volta nella città più romantica del mondo: Venezia ❤

Una leggera foschia avvolge il Canal Grande, nella mente della protagonista lo scenario si fa più nitido e la Serenissima diventa teatro della contesa risolutiva tra desiderio e dignità…

Per scoprire l’epilogo non mi resta che invitarvi a leggere questo romanzo tanto breve quanto meraviglioso e mi farebbe piacere riceve un vostro parere su quell’isola esclusiva e immateriale che la Berberova chiama “no mans land” 🤔⁉️

Recensione di Giuseppe Madonna

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